
Il risk based thinking richiede che l’azienda individui e valuti possibili rischi connessi alle proprie attività e adottando misure preventive finalizzate a ridurre la probabilità di accadimento e le possibili conseguenze in modo preventivo. La gestione del rischio non riguarda soltanto la prevenzione tecnica degli incidenti, ma comprende anche la capacità dell’organizzazione di tutelarsi rispetto agli effetti economici e giuridici che potrebbero derivare dal verificarsi di un evento dannoso.
Questo approccio si collega al concetto di diligenza qualificata, secondo cui l’impresa deve operare con un livello di attenzione e competenza adeguato alla complessità delle attività svolte e ai rischi presenti. Ciò implica l’adozione di procedure strutturate di risk assessment, la documentazione completa e l’implementazione di strumenti di gestione del rischio, tra cui anche le coperture assicurative, che rappresentano un meccanismo di tutela economica qualora il rischio residuo si concretizzi in un evento dannoso.
Una valutazione dei rischi incompleta o non adeguatamente documentata può comportare conseguenze rilevanti per l’azienda e possono emergere responsabilità civili e penali, oltre a possibili controversie con le compagnie assicurative in merito al riconoscimento delle coperture o dei risarcimenti.
Il quadro normativo
Il quadro normativo che disciplina la tutela dell’assicurato è definito principalmente dal decreto legislativo 209/2005, Codice delle Assicurazioni Private, e dal decreto legislativo 206/2005, Codice del Consumo. Il Codice delle Assicurazioni Private regola il funzionamento del mercato assicurativo, l’attività delle imprese di assicurazione e la tutela degli assicurati. Tale normativa risente dell’influenza del Codice del Consumo, che introduce il principio di protezione della parte contrattuale più debole, ossia il consumatore.
In questo contesto vengono rafforzati strumenti di tutela come il reclamo, la trasparenza contrattuale e i sistemi di risoluzione delle controversie, con l’obiettivo di garantire un maggiore equilibrio tra compagnia assicurativa e assicurato e di ridurre l’asimmetria informativa che caratterizza il rapporto tra le parti.
Uno degli strumenti previsti per la tutela dell’assicurato è il reclamo nei confronti dell’impresa assicurativa, disciplinato dal Regolamento IVASS n. 24/2008, che definisce le modalità di presentazione e gestione delle contestazioni. L’impresa di assicurazione è tenuta a fornire una risposta entro 45 giorni dalla ricezione del reclamo; in caso di risposta ritenuta non soddisfacente o di mancata risposta nei termini previsti, l’assicurato può rivolgersi direttamente all’IVASS. Accanto alla tutela giudiziaria ordinaria, il sistema prevede anche procedure di risoluzione alternativa delle controversie (ADR), come la mediazione o la negoziazione assistita, finalizzate a favorire una soluzione della controversia senza ricorrere immediatamente al giudice.
In questo contesto si inserisce il nuovo Arbitro Assicurativo, istituito dal D.M. 215/2024 e operativo dal 15 gennaio 2026. Si tratta di un organismo indipendente di risoluzione stragiudiziale delle controversie tra cliente e impresa assicurativa, supportato dall’IVASS. Il ricorso all’Arbitro Assicurativo può essere presentato solo dopo aver inoltrato un reclamo all’impresa e in caso di risposta insoddisfacente o di mancata risposta entro i termini previsti.
Il ricorso all’Arbitrio Assicurativo
La procedura si svolge interamente in modalità telematica tramite un portale dedicato e consente di ottenere una decisione in tempi relativamente brevi. Sebbene la decisione dell’Arbitro non sia giuridicamente vincolante, il mancato rispetto da parte dell’impresa assicurativa può comportare conseguenze reputazionali significative.
Dunque, la gestione del rischio non riguarda soltanto l’adozione di misure tecniche di prevenzione, ma comprende anche la corretta gestione delle responsabilità e delle coperture assicurative. Un sistema di risk assessment efficace, supportato da adeguata documentazione e procedure aziendali, rappresenta uno strumento essenziale per tutelare i lavoratori e ridurre i rischi legali ed economici per l’organizzazione.




