
Secondo i dati INAIL del 2025 e la piattaforma Informo, gli infortuni legati all’uso dei macchinari e attrezzature costituiscono una delle maggiori cause di eventi infortunistici sul lavoro, nei quali il comportamento dell’operatore rappresenta spesso un modulatore principale del rischio. È dunque necessaria una corretta valutazione dei potenziali rischi che consideri l’intero ciclo di vita della macchina, comprendendo trasporto, installazione, messa in servizio, utilizzo, manutenzione ed eventuali modifiche.
Il Contesto normativo
Il D.Lgs. 81/2008 stabilisce l’obbligo non delegabile del datore di lavoro di valutare tutti i rischi a cui sono esposti i lavoratori e di redigere il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), previsto dall’articolo 28.
Nel caso delle attrezzature di lavoro, il riferimento principale è l’articolo 71, che impone al datore di lavoro di mettere a disposizione macchine conformi ai requisiti di sicurezza e adeguate alle attività svolte.
L’omessa o insufficiente valutazione dei rischi può comportare diverse conseguenze:
- implicazioni penali, in particolare nell’ambito dei reati contro la vita e l’incolumità individuale;
- implicazioni interdittive, con possibili reati ai sensi del D.Lgs. 231/2001, sequestro del macchinario o sospensione dell’attività produttiva;
- implicazioni economiche e reputazionali, come fermo produttivo, sanzioni, costi di adeguamento e danni di immagine.
Come riferimento normativo per la sicurezza dei macchinari si fa affidamento alla direttiva 2006/42/CE, sostituita dal Regolamento 2023/1230 che entrerà in vigore dal 20 Gennaio 2027. Viene richiesta dalla direttiva, la marcatura CE che però non esonera il datore di lavoro dall’obbligo di valutare i rischi; infatti, anche macchine marcate CE possono presentare carenze di sicurezza che devono essere individuate e gestite dal datore di lavoro.
Gestione integrata del rischio nell’utilizzo di macchine e attrezzature
È necessario integrare la conformità normativa con una valutazione del rischio specifica per il contesto operativo. Gli aspetti principali da considerare sono:
- Analisi del contesto lavorativo: valutazione delle caratteristiche dei locali, delle attività presenti nelle vicinanze, del passaggio di mezzi o materiali e degli impianti di alimentazione.
- Formazione e addestramento degli operatori: istruzioni operative chiare per garantire l’utilizzo sicuro delle macchine ed evitare uso improprio delle attrezzature o dei DPI.
- Manutenzione e vigilanza: predisposizione di piani di manutenzione programmata secondo il manuale d’uso, garantendo interventi in condizioni di sicurezza.
- Marcatura CE e limiti della conformità: la marcatura CE attesta la conformità alla normativa, ma non esclude rischi nel contesto di utilizzo; la valutazione dei rischi deve quindi essere aggiornata nel tempo.
La gestione del rischio legato all’utilizzo di macchine e attrezzature richiede un approccio sistematico da parte delle figure che trattano la sicurezza. Tra le principali attività rientrano:
- Censimento delle attrezzature: mappatura interna con identificazione di codice, marca, modello, marcatura CE, dichiarazione di conformità e manuale d’uso.
- Procedure operative: definizione di istruzioni e schede di lavoro che indichino modalità corrette di utilizzo e principali rischi.
- Misure di miglioramento: interventi tecnici, organizzativi o formativi per ridurre il rischio residuo.
La valutazione dei rischi non deve essere considerata solo un adempimento documentale, ma un processo continuo di prevenzione, finalizzato a garantire la sicurezza dei lavoratori e l’efficienza del sistema produttivo.




