
Cosa sono gli spazi confinati: secondo la UNI EN 11958:2024 e la UNI/PdR 177:2025
La UNI EN 11958:2024 definisce ambiente confinato e/o sospetto di inquinamento uno spazio circoscritto, non progettato per la permanenza continuativa di lavoratori, ma accessibile per l’esecuzione di attività lavorative, caratterizzato da accessi/uscite limitati o difficoltosi, ventilazione potenzialmente sfavorevole e possibilità non escludibile di atmosfere o condizioni pericolose per salute e sicurezza. Questa definizione ricomprende:
- ambienti già disciplinati dalla normativa cogente;
- ambienti “assimilabili”, individuati tramite specifica analisi dei rischi, che presentino caratteristiche analoghe.
Per HSE manager e figure apicali, il punto centrale non è solo la classificazione dello spazio, ma la governance strutturata del rischio, che deve poggiare su tre assi fondamentali:
- Censimento e caratterizzazione tecnica degli spazi e quindi una mappatura sistematica di tutti gli ambienti potenzialmente confinati o assimilabili elaborando una “carta d’identità tecnica” esaustiva e condivisa.
- Analisi delle attività associate. Lo stesso spazio può generare livelli di rischio differenti in funzione dell’attività svolta (ispezione, pulizia, manutenzione meccanica, bonifica, saldatura, ecc.). La valutazione deve essere activity-based, non solo space-based. Su questo punto è importante iniziare a discriminare se l’attività sarà svolta direttamente dall’organizzazione oppure appaltata a ditta qualificata.
- Progettazione dell’intervento e del recupero in emergenza. In questo senso è fondamentale strutturare l’intervento secondo standard solidi.
Gestione delle emergenze negli spazi confinati: principi tecnici
La UNI EN 11958:2024 richiede che, già in fase progettuale, siano elaborate procedure di emergenza coordinate con il sistema di soccorso pubblico (SSN e VVF). I principi cardine sono:
- Autosoccorso: operatori addestrati al riconoscimento precoce delle condizioni anomale e all’evacuazione autonoma.
- Recupero senza ingresso (non-entry rescue): sviluppo di tecniche e dispositivi che evitino l’esposizione di ulteriori lavoratori.
- Ingresso della squadra di salvataggio: previsto solo in conformità a procedure formalizzate e con personale specificamente formato ed equipaggiato.
L’esperienza infortunistica dimostra che l’improvvisazione nel soccorso rappresenta una delle principali cause di eventi fatali plurimi in ambienti confinati.
Evoluzione tecnologica negli spazi confinati: approccio “No-Man Entry”
Un cambio di paradigma è introdotto dalla UNI/PdR 177:2025, che fornisce linee guida per operare in spazi confinati e in ambienti a rischio esplosione attraverso tecnologie robotiche, riducendo drasticamente l’esposizione diretta dei lavoratori. La prassi individua nove categorie di soluzioni robotiche, tra cui sistemi:
- per aspirazione e bonifica;
- certificati ATEX/IECEx;
- per scavo e movimentazione materiali;
- subacquei;
- per videoispezioni;
- per fresatura e lavorazione superfici;
- per pulizia ad alta pressione.
Queste tecnologie integrano differenti sistemi di sicurezza e di remotizzazione rendendole applicabili per un ventaglio molto ampio di ambiti e attività spaziando da esigenze produttive, ispettive, manutentive e per molteplici settori.
L’approccio “No-Man Entry” non è solo una soluzione tecnica: è una scelta strategica di prevenzione primaria, coerente con la gerarchia delle misure di protezione (eliminazione/sostituzione del rischio prima delle misure organizzative e DPI).
Alla luce dell’evoluzione normativa e delle opportunità offerte dalle tecnologie oggi disponibili, la gestione degli spazi confinati richiede un cambio di passo culturale e organizzativo. In questo contesto, diventa strategico qualificare in modo sostanziale le imprese in appalto. La verifica non può limitarsi alla raccolta documentale, ma deve approfondire le competenze effettivamente maturate in ambito di spazi confinati, l’esperienza pratica del personale, l’addestramento operativo e la disponibilità di attrezzature adeguate al contesto specifico, incluse – ove tecnicamente applicabili – soluzioni robotiche per attività in modalità “no-man entry”.
In questo scenario, la gestione degli spazi confinati non può più essere interpretata come mero adempimento normativo. Deve diventare una scelta consapevole di leadership HSE: una strategia che integra competenza tecnica, controllo della filiera, conoscenza profonda dei propri ambienti e apertura all’innovazione tecnologica, con l’obiettivo primario di prevenire in modo sostanziale eventi gravi o plurimi.




