
L’esposizione ai prodotti fitosanitari in agricoltura
Nella produzione agricola vengono ampiamente utilizzati prodotti fitosanitari, sostanze chimiche impiegate per fertilizzare il suolo ed eliminare parassiti. Questi prodotti, comunemente chiamati pesticidi, possono essere nocivi per la salute umana e, a causa della frequenza e quantità di utilizzo, rappresentano un potenziale rischio sia per i lavoratori agricoli sia per la popolazione circostante attraverso la dispersione in aria, acqua o alimenti.
Per gli operatori agricoli la principale via di esposizione è cutanea, per contatto diretto con il prodotto, ma può verificarsi anche per via respiratoria, soprattutto in ambienti chiusi come serre o vivai.
I livelli di esposizione possono variare in funzione di diversi fattori:
- estensione della superficie trattata
- formulazione del prodotto
- attrezzature di distribuzione utilizzate
- condizioni climatiche
- utilizzo corretto dei DPI
Il Contesto normativo
Il Testo Unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro richiede una corretta valutazione e gestione del rischio chimico per i lavoratori esposti, mentre in contesto agricolo più specificatamente si fa riferimento alla D.lgs. 150/2012. Il decreto, che recepisce in Italia la Direttiva europea 2009/128/CE, indica un uso sostenibile dei prodotti fitosanitari prevedendo formazione degli operatori, controlli delle attrezzature e difesa integrata.
La norma introduce un insieme di misure tecniche, organizzative e formative finalizzate a garantire un utilizzo sicuro dei pesticidi durante tutte le fasi di gestione, preparazione e applicazione. I principi cardine della normativa sono:
- Formazione e abilitazione degli operatori tramite specifico patentino.
- Controllo periodico delle attrezzature di distribuzione per ridurre la dispersione dei prodotti.
- Difesa integrata delle colture, limitando l’uso dei pesticidi ai casi necessari.
- Corretta gestione dei prodotti, nel rispetto delle indicazioni di etichetta e delle schede di sicurezza.
Tra le misure di prevenzione rientrano l’utilizzo dei DPI durante preparazione e applicazione, la corretta gestione dei depositi di stoccaggio e il rispetto dei tempi di sicurezza prima del rientro nelle colture trattate.
Ruolo HSE nella riduzione dell’esposizione
La figura HSE non può limitarsi solo a seguire gli obblighi normativi ma anche ad un approccio proattivo e preventivo. Si include:
- Valutazione del rischio chimico, analizzando le fasi di preparazione, distribuzione e smaltimento dei prodotti.
- Misure tecniche e organizzative, come manutenzione delle attrezzature e corretta gestione delle operazioni di trattamento. Utilizzo dei DPI, quali guanti chimico-resistenti, tute protettive e dispositivi di protezione delle vie respiratorie. Per questi ultimi è necessario effettuare il fit test, al fine di verificare la corretta aderenza del facciale al volto dell’operatore, in conformità alle indicazioni del D.Lgs. 81/2008 e alle norme tecniche UNI EN 529 e UNI 11719.
Nel complesso, il quadro normativo mira a ridurre l’esposizione ai prodotti fitosanitari attraverso un approccio integrato che combina misure tecniche, organizzative e comportamentali, promuovendo pratiche agricole più sostenibili e garantendo un maggiore livello di tutela per i lavoratori, per la popolazione e per l’ambiente.




